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SFIDA RACCOLTA
Scritto da Administrator   
martedì 10 luglio 2007

 

La scelta di lasciare Alleanza Nazionale compiuta da Francesco Storace non mi interessa granché, si tratta di una decisione che certamente non condivido, ma che rispetto, come rispetto doverosamente il suo percorso nella storia della destra italiana. Mi interessa, e molto, il simbolo che ha scelto per identificare il partito politico prossimo venturo di cui intende essere fautore. Mircea Eliade diceva che attraverso il simbolo, il mondo diviene trasparente all'uomo e assume ai suoi occhi un significato. Ebbene quel simbolo, quella torcia impugnata da una giovane mano, non può appartenere a Storace, come non appartiene a me, né a Gianfranco Fini, né a nessun altro. Quel simbolo è di esclusiva proprietà dell’organizzazione giovanile della destra italiana. Sto parlando della Giovane Italia, divenuta il Fronte della Gioventù, divenuto Azione Giovani. Molti altri prima dell’ex senatore di AN, con storie piene di onore e coerenza politica, sono usciti dal partito di riferimento di quel movimento giovanile, si allontanarono dal Movimento Sociale Italiano o da Alleanza Nazionale. Capiterà inevitabilmente, legittimamente, che anche altri dopo di lui compiranno la stessa scelta, è nella natura dei partiti politici, eppure mai, sottolineo mai, nessuno sinora aveva pensato di strappare quel simbolo ai legittimi proprietari per una propria, personale, speculazione politica. Quel simbolo ha raccontato troppe storie gioiose e tragiche per venire arruolato in una scelta di parte, o peggio per venire trascinato in una querelle giudiziaria senza dignità. Quella immagine di forza e onore che sventoliamo da decenni nelle scuole, nelle università, nelle piazze e nei cortei è legata al passato come al presente, prescinde da qualunque appartenenza di gruppo o di amicizia, ed è libera, Libera, come abbiamo dimostrato in molte occasioni lontane e recenti. E penso alle campagna del Fronte contro la pena di morte o a quella di Azione Giovani in occasione del referendum sulla fecondazione assistita, tanto per citare due esempi a caso. Quel simbolo, oggi, viene utilizzato dai nostri ragazzi contro la mafia a Palermo, in difesa dell’identità italiana a Bolzano, in ricordo dei martiri delle Foibe a Trieste, della caduta del Muro a Milano, in lotta contro questo governo a Roma e nel resto d’Italia. Mi auguro che Storace ci ripensi perché la nostra comunità militante non accetterebbe questo sfregio, non può accettarlo in memoria di chi ci ha preceduto, e non può consentirlo nel rispetto di chi verrà dopo di noi.

Giorgia Meloni

 

(Tratto da "Il Secolo d'Italia" di giovedì 5 luglio 2007 )                                                                            

Ultimo aggiornamento ( martedì 10 luglio 2007 )
 
IL DOMANI APPARTIENE A NOI !!!
Scritto da Redazione   
venerdì 01 dicembre 2006
Iniziare a scrivere un articolo, specialmente quando si è in procinto di iniziare un cammino nuovo, non è per nulla semplice. Quando si è arrivati ad un punto della propria vita in cui si deve decidere e non soltanto attendere. Decidere sulla propria vita, sulla propria collettività, sul proprio futuro. Decidere di non rimanere seduti a guardare un reality show o a giocare solo alla playstation ma darsi da fare per costruire quello che ognuno di noi vorrebbe. Non è mai facile fare politica da più e più parti ci è stato detto. Politica significa legarsi alla corrente di tizio e svegliarsi solo in periodo elettorale. Quando il candidato di turno è sempre sorridente, pronto a stringere mani, ad offrire il caffè…No. Noi non crediamo a questo. O almeno non vogliamo che il futuro sia legato a queste sterili immagini, troppo spesso presenti nella nostra Italia. Immaginiamo la Politica con il suo significato etimologico, quello con la P maiuscola. Quella che si impone di gettare le basi per un futuro meno buio, meno oscuro… Ed è proprio per questo che ci siamo svegliati, ragazzi dai 18 ai 26 anni, uniti solo da questa idea concreta, molto più che un semplice ideale. Ragazzi. Perché ci siamo accorti che la società del domani si può costruire solo oggi e proprio chi domani dovrà viverla ha l’obbligo di contribuire a costruirla. Perchè vogliamo spenderci in prima persona e non attendere il nostro destino. Anzi lo abbiamo scelto, e abbiamo deciso di costruircelo. Giorno dopo giorno. Giovani di Azione Giovani. Di quelli che amano Essere, non sembrare. Di quelli che programmano il futuro senza dimenticare il passato ma traendone spunto e ricordando le proprie radici. Di quelli che credono che lo sballo vero sia la vita, non ciò che ammazza la vita. Troppo spesso i politici ci hanno deluso, etichettandoci come coloro a cui non interessa la Politica. E’ vero. La Politica oggi quasi ad ogni livello imperante non ci piace perché non ci riconosciamo in una classe politica ormai che vive con l’ossigeno, legata come è da tanti e troppi anni alle poltrone, con una età media da fare invidia a Matusalemme ed ignorante delle reali aspettative dei giovani. E’ stato tutto questo che ci ha spinto qualche mese fa a metterci in gioco, all’indomani delle elezioni politiche quando ci siamo resi conto che in molti seggi catonesi Alleanza Nazionale sfiorava il 20 % in una tornata nella quale l’assenza del voto di preferenza costringeva gli italiani ad esprimersi solo su ideali, liberi da condizionamenti portati da possibili voti di conoscenza ed amicizia. Catona ha fame di destra ci siamo detti. Di quella destra pura e giovane che può esistere solo se si seguono le ideologie fortemente radicate sul territorio ma che troppe volte rimangono sopite, ricordi di un passato molte volte messo da parte dalla frenesia del presente. Ed è proprio al passato che abbiamo deciso di rifarci nel momento in cui abbiamo deciso di chiamare il nostro nascituro Circolo di Azione Giovani “Luglio 1970”, momento topico per la storia della destra reggina. Vogliamo avere fissi in testa gli ideali che hanno mosso i nostri genitori a darsi da fare, a mettersi in moto di fronte ad uno Stato troppo spesso sordo alle interpellanze dei propri figli. Luglio 1970 come il periodo in cui si decise, al posto di andare a mare, di scegliere il proprio futuro, di ricordare le proprie idee. Idee genuine, sane, non battagliere o rivoltose. Sarebbe stato più baldanzoso ricordare quel periodo con il termine di Moti ma il nostro pensiero non è questo, anzi. La storia ci ha insegnato che molte volte con le Rivolte non si è ottenuto ciò che ci si prefiggeva alla vigilia. Noi vogliamo realizzarlo. Non vogliamo essere spettatori ma attori. Ed In Azione per Catona  sarà uno strumento per questo. Un piccolo modo che ci servirà da proposta per chi ci governa e in cui non ci tireremo indietro nel momento in cui si dovranno tirare le orecchie al politico di turno. Uno specchio della Comunità, senza tralasciare gli altri centri della nostra Circoscrizione, in cui ognuno potrà fornire il proprio positivo contributo!!!  
 LA REDAZIONE
Ultimo aggiornamento ( venerdì 01 dicembre 2006 )
 
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Scritto da Administrator   
lunedì 09 agosto 2004

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